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1965 ed il restauro di materiali odierni

Ogni cantiere di restauro può riservare sorprese ed integrare il bagaglio tecnico dei restauratori che lo eseguono: é il caso del gruppo scultoreo datato 1965 ad opera del ceramista Del Chiaro collocato all’ingresso del Liceo Scientifico Antonio Vallisneri di Lucca.

Le statue rappresentano una figura femminile e tre bambini con i libri in riferimento all’attività didattica del luogo per cui sono state realizzate. Le cause del degrado erano endogene della tecnica costruttiva utilizzata. La prima risalente al mancato equilibrio dell’opera (elementi superiori voluminosi posti su elementi inferiori sottili con conseguente problema di staticità); la seconda causata dalle infiltrazioni delle acque piovane attraverso le fratturazioni e fessurazioni fino all’interno della struttura di barre metalliche, originandone così l’ossidazione e portando al distacco degli elementi.

La vera sorpresa di questo lavoro è stato il risultato dei saggi stratigrafici che hanno rivelato sotto la vernice dal colore bronzato una pigmentazione verde ramina tipica della decorazione ceramica.Nel cortile della scuola è presente dello stesso autore un bassorilievo che ha suggerito elementi preziosi ai fini della comprensione della tecnica artistica utilizzata per la realizzazione dell’opera.

Quello che sembrava essere un gruppo scultoreo di materiale cementizio si è rivelata una complessa struttura in terracotta refrattaria costituita da numerosi elementi plasmati e cotti in laboratorio; una volta assemblati sul loro basamento in calcestruzzo con la tecnica costruttiva del cemento armato i loro autori hanno proceduto alla colorazione in loco ad imitazione del verde ramina rifinita con una vernice lucida.

A seguito delle operazioni di restauro conservativo del gruppo scultoreo e nel totale rispetto delle indicazioni cromatiche suggerite dai saggi stratigrafici eseguiti  è stato ricreato il risultato estetico voluto dal Del Chiaro che ha permesso all’opera di ritrovarne  l’aspetto originale  insieme alla sua rispettabilità compromessa dal degrado, dalle  patinature erronee e non ultimo dagli atti vandalici.

Una menzione speciale va a Paolo Cecchettini della ditta Koinè che ha reso possibile la mia partecipazione a questo interessante restauro e di cui ringrazio di tutta la parte didattica, e a Francesca Fornaciari ed Isabella Gambina, valenti e capaci compagne d’avventura.

Ad maiora!